Stati Uniti

I Parchi degli Stati Uniti sono la vostra prossima meta se… avete voglia di paesaggi sconfinati, libertà, aria pulita, un orizzonte che si perde al confine col cielo, spazi così aperti da farvi girare la testa, strade senza fine da percorrere, natura, natura e ancora natura, di tutti i tipi, di tutte le varietà, dove ogni cosa che incontrerete è grande, gigantesca, immensa, un paesaggio così vasto da non riuscirvelo neanche ad immaginare, finché non ci sarete di fronte e penserete… una vita intera non è sufficiente a scoprire questo Paese!

Ciò che ha reso questo viaggio ancora più emozionante è stata la modalità di viaggio che Io&Fabio abbiamo scelto, una piccola casa su ruote, un pickup con una tenda montata sul tettino, in pieno spirito americano di libertà ed avventura! In questo articolo vi spiegherò tutto tutto tutto nel dettaglio… itinerario, tappe, logistica, consigli e altro ancora!

Itinerario

Ecco il nostro tour, tra i Grandi Parchi degli Stati Uniti d’America, da Los Angeles a San Francisco, due splendide settimane, tra i luoghi più sorprendenti degli Stati Uniti, a bordo della nostra auto/tenda Jucy per decine di ore e alcune migliaia di miglia, immersi nella natura più meravigliosa di questo Paese sconfinato!

  • Los Angeles
  • Barstow/Calico (1 notte)
  • Grand Canyon (2 notti)
  • Monument Valley
  • Lake Powell (2 notti)
  • Antelope Canyon
  • Horseshoe Bend
  • Bryce Canyon
  • Zion National Park (3 notti)
  • Las Vegas (1 notte)
  • Death Valley
  • Sequoia National Forest (2 notti)
  • Point Reyes
  • San Francisco (3 notti)

Diario di Bordo

Los Angeles: Jucy!

Con volo diretto da Roma arriviamo a Los Angeles, dove sostiamo solo un paio d’ore per prelevare Jucy, la nostra casa-mobile per le prossime due settimane! In questa foto vi presento Jucy la nostra pluri accessoriata auto/tenda/casa/cucina super comoda e super efficiente!

Jucy Trailblazer

Prima di partire, durante la programmazione del viaggio, avevamo iniziato a cercare camper da noleggiare, in pieno stile americano. Tuttavia notammo diversi lati negativi. Sono costosissimi, sia in termini di noleggio che di consumo benzina, sono notevolmente grandi e non molto agevoli da guidare/parcheggiare. Durante la notte è necessario trovare dei luoghi attrezzati per parcheggiarli ed attaccarli alla corrente, oltre al fatto che sei costretto a dormire al chiuso, che può essere comodo in caso di temperature rigide, ma un peccato se è bella stagione e fa caldo. Insomma alla fine abbiamo puntato su qualcosa di più agevole e dopo un lungo cercare optammo per Jucy!

Un auto durante il giorno (molto comoda per le valigie che potete così portare sempre con voi) e una tenda durante la notte, facilmente montabile/smontabile e comoda perché dotata di un materassino, oltre ad essere posizionata sul tettino dell’auto e quindi sollevata da terra. Inoltre, il cofano sul retro è attrezzato a cucina con tutto lo stretto indispensabile, fornelli, lavandino e frigo! Infine, grazie a Jucy abbiamo potuto dormire direttamente dentro gli splendidi Parchi Nazionali, fare fuochi la sera con la legna raccolta e svegliarci al mattino gustando caffè e uova strapazzate all’interno del bosco!

Se vi interessa approfondire come viaggiare con Jucy o, se in generale, state programmando il vostro viaggio nei Parchi d’America in modalità campeggio, vi invito a leggere questo articolo di approfondimento dove troverete tutte le informazione su come progettare, prenotare ed organizzare un viaggio nei campeggi d’America! Jucy & Campeggi USA

Se invece state organizzando il vostro tour degli Stati Uniti dormendo in B&B o Motel, proseguite nella lettura per scoprire le tappe principali!!

Barstow / Calico

Presa la Jucy ci dirigiamo al campeggio Barstow/Calico KOA e riposiamo per la notte. Il posto non ha nulla di particolare, ma è una tappa intermedia dove fermarsi lungo la strada per il Grand Canyon per riposarsi per la notte dopo il lungo viaggio. Inoltre qui c’è “Penny’s Diner“, una classicissima tavola calda stile USA anni ’60, con tanto di pavimento a scacchi, sedili imbottiti e lungo bancone con sgabelli, dove vi consiglio di fermarvi per il vostro primo caffè lungo, pancakes annegati nello sciroppo d’acero, uova strapazzate e mega milkshake con ciliegina sopra.

Colazione da Penny’s Diner

Grand Canyon

In mattinata, dopo colazione e aver fatto un bel pieno di benzina (chissà quando ritroveremo il prossimo distributore) ci avviamo on the road verso la nostra prima spettacolare tappa: il Grand Canyon!

Dal campeggio di Barstow/Calico al Grand Canyon sono 4.30 ore di macchina, ma tra qualche fermata intermedia per goderci lo splendido paesaggio, arriviamo al nostro bellissimo Camping direttamente dentro il Grand Canyon nel tardo pomeriggio, dove dopo aver fatto una bella spesetta per la cena e una doccia rinfrescante, ci riposiamo per la sera, sognando già quale spettacolo di paesaggio vedremo la mattina dopo.

Il Camping è il Mather Campground on the South Rim, davvero un’ottima scelta (da prenotare con anticipo), che ci ha consentito di saltare la lunga fila in entrata al Parco la mattina seguente, oltre alla bellissima esperienza di dormire dentro al Parco, tra gli scoiattoli, con un buon profumo di alberi e resina al mattino e di fuoco la sera, quando ogni piazzola accende la sua brace per cucinare o solo per riscaldarsi un po’.

Mather Campground on the South Rim

Il Parco del Grand Canyon è davvero sconfinato ed è diviso in due grandi sezioni: il South Rim e il North Rim. E’ molto importante scegliere quale visitare ed organizzarsi di conseguenza, poiché dormire in un Rim e visitarne un altro significa impiegare ore e ore di viaggio in macchina.

Noi, non avendo il tempo di visitarli entrambi, abbiamo scelto il South Rim, probabilmente il più turistico dei due. Per programmare la vostra visita al Parco, cercare campeggi o lodge dove dormire al suo interno ed essere avvisati su eventuali alert, vi consiglio di dare un’occhiata ai siti ufficiali del Parco (quelli che finiscono per .gov). Il sito ufficiale del Grand Canyon è questo qui: https://www.nps.gov/grca/index.htm

E dunque… cosa c’è da vedere nel Parco del Grand Canyon? Tantissimo! Il paesaggio è davvero unico nel suo genere. E’ un’immensa gola, lunga centinaia di chilometri e molto profonda, scavata dal fiume Colorado, che in milioni di anni, insieme ai suoi affluenti, ha scavato e eroso queste rocce. Tuttavia, gli eventi geologici precisi che hanno portato a questa particolarissima conformazione, è ancora controversa, poiché probabilmente hanno contribuito diversi agenti diversi a creare questo paesaggio stupefacente. Il primo impatto è grandioso, ma continuando ad osservare, l’effetto stupore non svanisce, poiché si riescono a cogliere tutte le sfumature e le immense profondità, esaltate dalla luce del sole che si muove e crea ombre lungo il Canyon.

Si riporta che dal 1870, 600 persone abbiano perso la vita tra queste gole, per diversi motivi, cadute, cause naturali, incidenti aerei e anche suicidi. Tra questi ultimi, indagini rivelarono che furono in realtà cadute causate dalla vertigine generatasi alla vista dello strapiombo! Quindi… tenetevi forte ed ammirate!

Grand Canyon – South Rim

Per ammirare il Grand Canyon ci sono due modalità principali, entrambe sperimentate da me&Fabio: in elicottero e a piedi!

In elicottero: è possibile prenotare un giro in elicottero per ammirare il Grand Canyon dall’alto. Preferibile prenotarlo ed acquistarlo prima della partenza viste le notevoli richieste. Ci sono diverse compagnie che offrono questo servizio, noi abbiamo scelto questa: https://it.papillon.com/index.html Il giro in elicottero è emozionante, per me ha rappresentato il primissimo impatto con il Grand Canyon, il costo è notevole, poco meno di 100$ a testa, ma se vi piace volare questo farà per voi. Personalmente posso dirvi che in realtà l’effetto di vedere il Canyon dall’elicottero è stato emozionante, ma non tanto quanto con i piedi poggiati a terra, sporgendomi da uno dei tanti punti panoramici, forse per la minore distanza tra me e il Grand Canyon che mi ha fatto apprezzare maggiormente la sua vastità e profondità… ma probabilmente il mio giudizio è stato un po’ annebbiato dalle vertigini sofferte in elicottero, perciò suppongo sia molto soggettivo!

A piedi: i punti panoramici sono numerosissimi, anche considerando tutti quei punti che pur non avendo un nome sono ottimi per fermarsi e fare delle foto, perciò se avete un po’ di tempo vi consiglio di farvi un giro in macchina lungo la Desert View Drive, oltre che a piedi, e fermarvi ogni volta che notate uno scorcio interessante. Tra i principali nel South Rim: Mather Point, Yavapai Point, Desert View Watchtower. Mentre sull’altro versante (circa 4 ore in auto rispetto al South Rim) trovate il famoso Skywalk Eagle Point, un ponte pedonale in vetro, che vi permetterà di camminare sospesi sul Canyon.

Oltre ai punti panoramici, è possibile scendere e visitare direttamente il Canyon. L’escursione richiede una giornata per farla bene e in tranquillità. Noi non l’abbiamo fatta per questioni di tempo, ma se avete tempo non perdetevela!

Mather Point (Grand Canyon – South Rim)

Piccola chicca per gli appassionati di trucchetti ed effetti ottici: vicino Mather Point una guida ci suggerì questa fantastica illusione ottica, sembra uno strapiombo, ma in realtà era solo uno scalino!

Io che cado…
… e Fabio che mi raggiunge

Monument Valley

Abbandoniamo il Grand Canyon a malincuore, ma eccitatissimi per la prossima tappa. Il programma è partire in mattinata presto e in tre ore entrare in terra Navajo, dritti verso la Monument Valley! Qui visiteremo con calma questo splendido luogo, con pranzo al sacco per goderci tutto il panorama e poi nel tardo pomeriggio ci sposteremo verso Lake Powell (altre due ore in auto) per dormire.

Dove dormire: noi abbiamo preferito un campeggio per camper vicino al lago Powell (il Wahweap RV Campground, https://www.lakepowell.com/rv-camping/wahweap-rv-campground/), anziché nella desertica area della Monument Valley. In realtà nella zona ci sono diversi campeggi, molti non attrezzati (senza acqua nè elettricità). Se invece volete dormire proprio di fronte alla Monument Valley in un comodo hotel con finestra con vista, il The View Hotel per voi! Hotel gestito dagli Indiani della Riserva, abbastanza costoso, ma è l’unico hotel che troverete proprio di fronte alla vallata. https://monumentvalleyview.com/

Man mano che avanziamo lungo la strada il paesaggio inizia a mutare. Abbandoniamo il clima mite, ma fresco del Grand Canyon, con le sue foreste e il suo profumo di alberi, per dirigerci verso paesaggi ben più aridi e caldi. Il clima infatti è ormai tipicamente estivo (pur essendo solo a fine aprile), la vegetazione è sparita e miglia e miglia di deserto, rocce rossastre e cespugli sparsi ci circondano. Sembra di stare in un western e ci aspettiamo che tra poco spunti Clint Eastwood a cavallo!

Monument Valley

La Monument Valley è in territorio Navajo, Riserva totalmente gestita dagli Indiani, a cavallo tra Arizona, Utah e Nuovo Messico, perciò la card per i Parchi Americani non comprende l’entrata qui (fate attenzione perché potrebbe essere in vigore un diverso orario in questa zona rispetto allo Stato in cui vi trovate, a seconda che adottino o meno l’ora legale). Una volta entrati troverete un grande parcheggio dove lasciare la vostra auto e da lì si raggiunge a piedi una terrazza panoramica dove ammirare questo splendido paesaggio. Se avete un paio di ore a disposizione e un’auto che ve lo permette, vi consiglio di fare il tour in macchina di tutta la vallata. La strada è molto dissestata, perciò se non avete un’auto adeguata potete acquistare un tour organizzato al Monument Valley Visitor Center.

All’interno della Monument Valley

Lake Powell

Giunta la sera riprendiamo la macchina e ci avviamo verso Lake Powell, un grande lago artificiale costruito sul fiume Colorado, che fa da cornice ad un bel campeggio di Camper molto carino ed attrezzato Wahweap RV Campground), vicino Page (città dove potrete fare rifornimento in supermercato di cose buone per il pranzo al sacco), oltre ad essere un ottimo punto intermedio dove fermarsi per le prossime tappe: Antelope Canyon e Horseshoe Bend.

Lake Powell

Antelope Canyon e Horseshoe Bend

Ci svegliamo riposatissimi dopo la nostra serata sul lago, che ci ha accolto con la sua fresca aria estiva e, fatta colazione, ci dirigiamo verso l’Antelope Canyon, per cui avevamo prenotato un tour prima di partire, programmato per oggi.

Upper Antelope Canyon

Antelope Canyon: anche qui siamo in territorio Indiano perciò fate estrema attenzione agli orari, oltre al fuso tra i vari Paesi che percorrerete considerate che in terra Navajo potrebbe essere in vigore l’ora legale, diversamente dallo Stato in cui siete, perciò siate molto cauti quando prenotate! Ma cosa, come e quando prenotare?

Innanzitutto dovete sapere che ci sono due Antelope Canyon (tre in realtà), l’Upper e il Lower Antelope Canyon e il Canyon X. L’Upper è senz’altro il più visitato, quello dove operano più agenzie e, da quanto lessi, il più profondo e agevole da visitare. Il Lower invece è molto meno agevole, ma anche più esteso dell’Upper. Noi optammo per quest’ultimo, ma le recensioni erano in realtà ottime anche per il Lower, la nostra seconda scelta nel caso non avessimo trovato posto. Infatti è FONDAMENTALE prenotare prima di partire, con notevole anticipo se partite in alta stagione.

Entrambi i Canyon sono delle grandi spaccature del suolo generati nei millenni dall’azione di acqua e vento, che creano una meraviglia di colori, ombre e luci davvero affascinante. Si attraversano a piedi, sempre e solo con le guide ufficiali del posto, poiché sono spazi molto ristretti e piogge, anche lontane dal sito, potrebbero causare improvvise inondazioni.

A questo link trovate il riepilogo di tutti i siti per cui si organizzano tour e, per ognuno, il link alla relativa agenzia con cui prenotare (4 per l’Upper e 2 per il Lower). https://navajonationparks.org/guided-tour-operators/antelope-canyon-tour-operators/

Noi prenotammo l’Upper con la Adventurous Antelope Canyon Photo Tours (l’unica che trovammo disponibile). Le agenzie sono tutte indiane e sono organizzate in maniera molto simile. All’orario concordato, con un buon anticipo per sicurezza, ci si trova al punto di incontro dell’agenzia, raggiungibile con la propria auto. Da lì si viene smistati in gruppi e ciascun gruppo sale in auto/mini van con la propria guida che vi porta all’entrata del Canyon. La strada sarà sterrata e molto dissestata, spesso le guide utilizzano auto scoperte, per cui munitevi di occhiali da sole, cappellino e kway perchè prenderete parecchio vento e sabbia! Sotto il kway vi consiglio però di tenervi molto leggeri perché farà caldo.

Il tour non è economico, noi spendemmo circa 150 dollari in due e la visita all’interno del Canyon (si entra da un lato e si esce da un’altro, senza fare la strada di ritorno al contrario) è abbastanza veloce e “affannata”, ma davvero merita perché quel che vedrete è unico e farete delle foto spettacolari (se vi capiterà una guida disponibile forse vi aiuterà anche con qualche trucchetto di giochi di luce).

La gestione dei tour a mio avviso è un po’ discutibile, poiché entrano moltissimi gruppi con poco tempo a disposizione e le guide vietano assolutamente di fermarsi a far foto o ad ammirare i giochi di luce creati dalla luce che trapela attraverso il Canyon, il che mi fece rimanere un po’ delusa per il poco tempo a disposizione, oltre che per la folla di gente considerato lo spazio ristretto in cui camminare. Tuttavia i tour son organizzati così, che d’altra parte permette a tanta gente di vedere questo splendido posto, per cui preparatevi tutto prima… cellulari, reflex, gopro e quant’altro perché una volta dentro non potrete fermarvi molto!

Horseshoe Bend: concluso il nostro tour all’Antelope Canyon, è ora di spostarci ad un’altra meraviglia della natura qui vicina, l’Horseshoe Bend! Sicuramente lo avrete visto in qualche foto, è un meandro del fiume Colorado, che gira attorno a questa incredibile formazione rocciosa, disegnando una U, un ferro di cavallo (horseshoe appunto).

Visitarlo è molto semplice, non si deve prenotare un tour o essere scortati da una guida. Si raggiunge il sito in auto, che si lascia al parcheggio e poi si cammina per un po’ (una quindicina di minuti sotto un caldo sole) per raggiungere la terrazza panoramica, protetta in alcuni punti e più esposta in altri.

Horseshoe Bend

Prima di partire, quando mi stavo studiando le tappe, aggiunsi questo sito un po’ perché incuriosita dal fatto che fosse così famosa e un po’ perché molto vicina a Lago Powell dove appunto saremmo passati per visitare l’Antelope, ma devo dire che non la ritenevo tra le tappe fondamentali. Beh appena Io&Fabio siamo arrivati lì davanti ci siamo subito ricreduti! Non so spiegarvi a cosa sia dovuto l’effetto, forse la prospettiva, forse la profondità della gola e la diversa percezione di questa quando la si osserva nel dettaglio, ma vi assicuro che si crea un effetto stranissimo ed affascinante guardandola, ci si sente la testa che gira, quasi storditi, da questa immensa formazione che si staglia di fronte a voi e che in alcuni punti sembra lontana e poco profonda in altri vicina e profondissima e tutto ciò crea un vero smarrimento! Niente di facilmente riproducibile con una foto, che comunque vi consiglio di fare… senza sfidare troppo la sorte sul ciglio del dirupo come vedrete fare a molti turisti (da brividi solo a guardarli)!

Soddisfatti della giornata ce ne torniamo a Lake Powell per la nostra ultima serata sul lago, pronti a partire domani per tornare nei grandi Parchi Americani, dove ci aspettano escursioni tra i boschi e simpatici scoiattoli… a Zion e Bryce!

Hurrican (Utah)

Si fa mattina e partiamo con la nostra Jucy, abbandonando l’Ariziona per lo Utah dove trascorreremo tre giorni e tre notti per visitare Bryce (un giorno) e Zion (altri due giorni)!

Il nostro camping sarà uno del circuito KOA ad Hurricane, perché purtroppo non abbiamo trovato posto all’interno del Parco di Zion, cosa che vi consiglio CALDAMENTE di fare perché il Parco è bellissimo, super organizzato con le sue navette che vi porteranno in giro, le sue decine di trail a disposizione, dalle più semplici alle più impegnative e pericoloso, i suoi bar,, punti di ristoro, ristoranti, negozietti e dei prati curatissimi dove riposarsi all’ombra di un grande albero. Inoltre eviterete molte miglia in auto per raggiungere Zion dal vostro camping/hotel fuori dal Parco.

Se invece doveste capitare anche voi dalle parti di Hurricane, vi consiglio di andare al Main St Cafè dove Io&Fabio abbiamo consumato la migliore colazione/brunch di tutta la nostra vacanza! http://mainstreetcafeonline.com/

Bryce

Bryce

Come prima cosa visitiamo Bryce, direttamente la mattina venendo da Lake Powell, in circa 2.30h di auto. Il paesaggio cambia incredibilmente, ci lasciamo alle spalle il lago e il deserto dell’Arizona e della riserva Indiana e ci dirigiamo verso zone montuose, foreste e … neve!

Arriviamo a Bryce, dove anche qui entriamo con la nostra card dei Parchi Nazionali, e lo spettacolo dei suoi pinnacoli tra le rocce aranciate, che cambiano colore col calar del sole è incredibile! Qui è possibile fare diversi trail, noi ne abbiamo fatto solo uno panoramico lungo il corridoio panoramico, davvero molto piacevole e agevole!

Bryce

Da Bryce in circa un’ora e mezza ci spostiamo verso il nostro camping, vicino Zion. Lungo la strada ci fermiamo in questo ottimo ristorante di carne in mezzo alle montagne, Milt’s Stage Stop (Cedar City), dove se non siete vegetariani potete ordinare un’ottima bistecca!

Zion

Zion

Arrivati a Zion il paesaggio è di nuovo cambiato completamente! Montuoso, clima decisamente più fresco, ma con un bel sole, vegetazione ovunque. Con la nostra card entriamo nel Parco e lì lasciamo l’auto, visto che ci sono delle navette che ci portano in giro tra le varie fermate. All’entrata vi daranno una mappa del Parco con la descrizione di tutte le fermate, i trail fattibili per ognuna, con la difficoltà prevista.

Questo è il link del Camping all’interno del Parco, prenotatelo se riuscite! https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/campgrounds-in-zion.htm

Questo invece il link con i trail e le descrizioni! https://www.nps.gov/zion/planyourvisit/zion-canyon-trail-descriptions.htm

Noi siamo stati due giorni a Zion e abbiamo fatto diversi trail, alcuni devo dire molto facili e piacevoli, che richiedono lo sforzo di una passeggiata, ideali per camminare un po’ e mangiare un panino quando si arriva in qualche sito carino.

Lungo il trail Angel’s Landing (Zion)

Tra quelli più impegnativi sicuramente inserisco l‘Angel’s Landing! La prima parte è molto impegnativa, ma fattibile e mai pericolosa e rappresenta buona parte dell’intero trail. La difficoltà sta più che altro nella pendenza e l’eventuale sole che vi accalderà parecchio durante la salita. A fine salita, una volta raggiunta quota c’è un bello spiazzo dove godersi la vista, mangiare il pranzo al sacco e con decine di scoiattoloni che mangeranno tutte le vostre briciole (vietato dargli da mangiare!). A questo punto potete fermarvi o continuare, a voi la scelta. Per concludere il trail infatti manca un altro pezzettino, un po’ più impegnativo perché più stretto lungo il costone della montagna e che richiede qualche sforzo in più!

FONDAMENTALE: portatevi occhiali da sole, protezione solare, cappellino, vestiti a strati, tanta acqua e qualcosina da mangiare per le energie!

Scoiattolo che mirava al mio pane e formaggino!

Las Vegas

Partiamo da Zion e facciamo rotta verso Las Vegas, tappa intermedia molto comoda per fermarci e riposarci un po’. Diversamente da quanto fatto finora, lasciamo la nostra Jucy al garage del Bally’s Hotel e dormiamo nel comodo lettone della stanza di questo famoso hotel. Devo ammettere che abbiamo dormito benissimo e ci siamo riposati dopo le molte notti in tenda, ma l’effetto della città su di noi è stato di forte impatto, non sempre piacevole. Abituati a vivere e dormire immersi nella natura, ritrovarci catapultati in questa città, che vive di luci e finzioni, ci ha davvero stordito. Sicuramente da visitare una volta nella vita per la curiosità, ma oltre a questo non ha esercitato molto altro fascino su di noi. Dunque… dopo aver mangiato un delizioso, supercalorico americanissimo bacon cheeseburger con patatine e cipolle fritte ed esserci riposati un po’, abbiamo fatto un giro per la città ed ammirato le sue luci ed infine perso 10$ in 10 secondi alle slot! Direi che, a meno che non siate appassionati dei giochi di luce&fontane oppure amanti del blackjack, potete limitarvi a trascorrervi una sola notte.

Tour Eiffel a Las Vegas

Death Valley

La mattina dopo ci svegliamo e ci lasciamo alle spalle, senza troppi rimpianti, una Las Vegas, decisamente meno attraente senza tutte le luci di cui si era vestita di notte e che ancora sonnecchia dopo le ore piccole della sera prima (sebbene ci siano diversi giocatori già ipnotizzati davanti alle slot). Riprendiamo la Jucy e ce ne andiamo verso il nostro prossimo camping per un paio di notti vicino al Sequoia National Park, ma prima ci fermiamo lungo la strada ad ammirare la Death Valley.

Quest’area desertica, tra la California e, in piccola parte, il Nevada, viene detta Valle della Morte, per le condizioni climatiche estreme che la rendono inospitale per animali e vegetazione (ciò nonostante non mancano gli hotel al suo interno). Nel nostro contratto Jucy ci era vietato entrarci con l’auto nei mesi estivi, a causa delle altissime temperature che avrebbero potuto compromettere l’auto! Noi in realtà non abbiamo sofferto il caldo, essendoci andati a fine aprile, anzi ci siamo anche coperti con il kway da un notevole venticello fresco!

Questo il sito ufficiale: https://www.nps.gov/deva/index.htm, in cui la valle viene definita così: “Hottest, Driest, and Lowest National Park”.

La valle è molto grande, con diverse vie d’accesso (una da Sud, una da Nord, due da Est e due da Ovest). I punti notevoli sono molti, alcuni raggiungibili in auto (Dante’s View, Zabriskie Point, Furnace Creek, Stovepipe Wells, Ubehebe Crater), altri solo a piedi su strada sterrata (Artist’s Palette e Golden Canyon). Noi ci siamo fermati a Zabrisky Point, che offre una bella vista dall’alto e poi ci siamo spostati verso Artist’s Palette, sito facilmente raggiungibile a piedi e molto famoso per la sua combinazione di colori, più o meno esaltati a seconda della stagione e del momento del giorno.

Artist’s Palette (Death Valley)

Sequoia National Forest

Concluso il nostro giro nella Death Valley ci rimettiamo in macchina e andiamo verso il nostro nuovo e ultimo camping, il Sequoia Rv Ranch, http://www.sequoiarvranch.com/, che sarà la nostra base di partenza per due notti per visitare il Sequoia National Forest.

Il nostro Camping è bellissimo, attrezzato con laundry, bagni e docce calde, ma anche molto naturalistico, completamente immerso in un bosco, molto spazio tra un piazzola e l’altra tanto da non vedere il Camper accanto. La nostra piazzola è immersa tra gli alberi, con la riva del fiume a pochi metri e una bella panca con tavolo in legno dove mangiare e fare il fuoco. Non avremmo potuto concludere meglio il nostro tour dei Parchi&Camping!

Sequoia RV Ranch (Tree Rivers)

Qui il clima è molto piacevole, fresco ma mai freddo Siamo a fine aprile e di giorno giriamo in t-shirt e felpa, di sera ceniamo fuori con un pile e di notte stiamo ben caldi nei nostri sacchi a pelo.

Anche in questo caso avremmo potuto prenotare un campeggio all’interno del Parco tuttavia, considerano il periodo dell’anno abbiamo preferito dormire fuori, ad un’altitudine minore, considerate le basse temperature.

Il Parco in questione infatti, il Sequoia & Kings Canyon National Park, è in zona di alta montagna, con paesaggi tipicamente alpini e foreste di conifere, a 2.000 metri di altitudine, difatti in primavera, periodo in cui lo abbiamo visitato, c’era ancora la neve e temperature nella notte ben al di sotto dello zero. Tuttavia, se doveste visitarlo in periodi più miti o volete comunque dormire al suo interno, troverete diversi campeggi prenotabili, al consueto sito ufficiale: https://www.nps.gov/seki/index.htm.

Il Parco, in realtà due adiacenti, il Sequoia e il Kings Canyon, gestiti unitamente con un unico ingresso, accolgono tra le più grandi Sequoie al mondo, tanto da meritarsi il nome di Land of Giants.

L’attrazione principale è il Generale Sherman, il più grande albero della Terra, in termini di volume di legno (non il più alto al Mondo). E’ alto ben 83 metri e sarà davvero difficile farlo entrare tutto in un’unica foto (vi consiglio una Panoramica in verticale per prenderlo tutto!)

Per quanto spettacolare, in realtà vi accorgerete che tutta la Foresta a cui il Generale Sherman appartiene, la Foresta Gigante appunto, è piena di Sequoie giganti, che potrete visitare in lungo e in largo a piedi grazie ai numerosi trail. Essendo zona di montagna, mi raccomando di andarci adeguatamente vestiti e preparati, soprattutto se c’è ancora neve. Ciò che più mi ha impressionato di queste Sequoie, oltre chiaramente all’altezza e maestosità, è stata la loro corteccia. E’ possibile avvinarsi ad alcuni alberi e toccarli ed abbracciarli… vi assicuro la sensazione è bellissima… quando starete per toccarli vi aspetterete una corteccia dura e ruvida sotto le dita, invece sarà morbida e calda, stupefacente!

Foresta Gigante (Sequoia National Forest)
Io che abbraccio una Sequoia gigante

San Francisco

Dopo due settimane tra Parchi, campeggi e tanta natura è giunta l’ora di lasciarci alle spalle questa bellissima parte del viaggio e dirigerci verso la nostra conclusione di vacanza, per la quale abbiamo scelto di trascorrere qualche giorno a San Francisco. Ma prima di arrivare nella metropoli, ci regaliamo un’ultima escursione nella natura, proprio poco fuori città, dove facciamo scivolare la Jucy tra meravigliose curve, tra foreste e vallate lungo la costa a picco sul mare… si va verso Point Reyes!

Point Reyes

A Point Reyes Seashore facciamo il nostro primo incontro con i leoni marini, queste simpatiche creature che popolano la spiaggia (e il famoso molo Pier 39 a San Francisco), dove sostanzialmente non fanno altro che riposarsi, prendere il sole, litigare un po’ fra loro, far baccano e rilassarsi per riprendere le energie prima di rimettersi in viaggio in mare!

Point Reyes
Leone marino

Se avete la macchina, vi consiglio davvero di dedicare una mezza giornata per visitare questo posto, una natura deliziosa, un panorama spettacolare, attraverserete prima una foresta e poi sbucherete in una vallata molto simile alle verdi scogliere scozzesi.

Concluso il nostro giro è tempo di andare verso città, il cui primo impatto sarà attraversare il famosissimo e rossissimo Golden Gate Bridge, che sovrasta il Golden Gate, lo stretto che mette in comunicazione l’Oceano Pacifico e la baia di San Francisco.

Golden Gate Bridge

ATTENZIONE! Se non volete una multa, ricordatevi di PRE-pagare l’attraversamento del Ponte. Sì, avete capito bene, dovete pagare PRIMA di attraversarlo. https://www.goldengate.org/bridge/tolls-payment/

E’ a San Francisco che, dopo aver lasciato le valigie al nostro hotel, con tantissimo dispiacere, quasi come quando si lascia una casa dove si è vissuto per tanto tempo e in cui si conservano mille ricordi, lasciamo la nostra Jucy, la nostra piccola casetta su ruote.

Una volta rimasti senza la Jucy, ci sentiamo un po’ spaesati, quasi “scoperti”, ma la voglia di visitare la città è tanta e quindi ci mettiamo subito in moto! Prendiamo un Uber (funzionano benissimo in città) e torniamo in centro dove iniziamo a girare sul tipico Tram storico o a piedi in lungo e in largo per la città!

Questa città è davvero particolare, ha un’anima tutta sua molto originale.

Innanzitutto una premessa, affatto scontata se non ne siete al corrente. San Francisco è costosa, tanto. E’ una delle città più costose, anche per la sua posizione vicino la Napa Valley. Negli ultimi anni i prezzi delle case hanno raggiunto livelli stellari e così tutto ciò che gira intorno alla città, perciò siate preparati! Punto secondo.. San Francisco vive una forte emergenza circa gli homeless. Se avete visitato altre città americane probabilmente vi sarete già scontrati con questa dura realtà.

Diversi fattori hanno portato ad una situazione così’ grave. Persone del posto ci hanno spiegato che innanzitutto San Francisco è famosa per essere una città molto liberale e tollerante. Questo, unitamente al fatto che negli ultimi anni sono letteralmente esplosi i costi in città e dintorni di case ed affitti, causa boom economico della Napa Valley, numerosi poveri, tossicodipendenti o persone con disabilità mentali, si sono ritrovate senza un tetto e si sono riversate per le strade della città. Se vi capiterà di camminare per le strade dei quartieri più colpiti, quartieri molto centrali come Tenderloin e Mission (quartieri dove Will Smith ha recitato in “Alla ricerca della Felicità” per capirci) l’impatto sarà davvero forte. Gli abitanti della città quasi non ci fanno più caso e camminano con noncuranza tra persone distese per terra, tende improvvisate sui marciapiedi o anime che parlano da sole e vaneggiano. A primo impatto avrete paura, soprattutto se dovrete attraversare questi quartieri di sera, poi una volta compreso che in generale non rappresentano un vero pericolo, sarete avvolti da una sensazione di tristezza, impotenza e grande disagio davanti a tutto questo. Quel che vi consiglio è di evitare di dormire in questi quartieri e di prendere un Uber se dovrete attraversarli di notte, ciò nonostante anche questa è San Francisco, quindi siate preparati.

Le attrazioni principali sono sicuramente il Fisherman’s Wharf, con il fantastico e famoso molo della città Pier 39, che a me ha dato l’impressione di una città a parte, una città nella città, un piccolo villaggio sul mare pieno di vita, sole e colori! Decisamente il mio luogo preferito di San Francisco! Qui troverete tantissimi leoni marini sul molo, della cui presenza vi accorgerete già da lontano per l’enorme baccano (e l’odorino di pesce che emanano!). Ovviamente, se mangiate pesce, non potete passare di qui senza aver provato il famoso granchio, o in versione semplice o nella versione panino con patatine fritte!

Molo Pier 39 (Fisherman’s Wharf)

Lasciato il molo, facciamo un bel giro per la città, nei quartieri “alti”, dove davanti alle casette tutte colorate e pendenti rimaniamo a bocca aperta (un po’ per la meravigliosa architettura e un po’ per la fatica di camminare a pendenza quasi verticale!). Tra queste famose case stile vittoriano dovete assolutamente visitare le Painted Ladies, che troverete esattamente a questo indirizzo Steiner St &, Hayes St. C’è una bella collinetta verdeggiate sul fronte di queste case, dove potrete sdraiarvi mangiando un panino ed ammirandole.

The Painted Ladies (San Francisco)

Un’altra attrazione, strana e divertente, tipica di questa città, è Lombard Street, una strada che nel celebre tratto in pendenza di Russian Hill, presenta quei numerosi tornanti, che l’hanno resa famosa nel mondo.

Un altro buon modo per visitare la città a mio avviso è quello di affidarsi ai ragazzi del luogo che organizzano dei tour guidati, a compenso libero, tematici o per quartiere. Tutte le informazioni su che tour prenotare e quando le potete trovare a questo link https://wildsftours.com/

Un altro metodo per trovare eventi carini, che ho sperimentato per la prima volta proprio qui è questo che vi suggerisco: andate sul sito di B&B (https://www.airbnb.it/) nella sezione “Esperienze”. Qui potete selezionare la città e la data e il sito vi restituirà un elenco di eventi a cui potete iscrivervi, di varie tematiche (degustazione vini, gastronomia, passeggiate, animali etc.) Con questo metodo ho prenotato da casa prima di partire un delizioso concerto molto intimo in una vineria a Mission-District, di una bravissima cantante R&B… davvero fantastico! Per quella sera ci siamo sentiti dei veri abitanti di San Francisco, piuttosto che dei turisti… anche se le nostre radici italiane si son subito fatte sentire quando la vineria ci ha venduto a 10$ a bicchiere un vino rosso della Napa Valley (un tantino discutibile per il nostro palato, ma son gusti! 🙂

Dove mangiare: qualche consiglio su dove mangiare, visto che potrebbe diventare molto dispendioso ed è meglio evitare brutte sorprese. Vi suggerisco un paio di posti davvero deliziosi ed economicamente sostenibili!

  • Per colazione vi consiglio assolutamente Jane on Larkin, vicino Tenderloin e Civic Center, davvero buonissimo con le sue colazioni dolcissime o salate all’americana.
  • Per cena invece vi consiglio un buon ramen in questo ristorantino in zona Union Square, Dojima Ann, che si riempie di tutti gli asiatici del posto e dove noi siamo tornati per due sere di seguito!

Top Tips

Esta: se volete entrate negli Stati Uniti e non essere bloccati o rispediti indietro come i migranti di inizio ‘900 a Ellis Island, dovete avere questo documento! Se il motivo del vostro soggiorno negli Stati Uniti è per vanca e per periodi brevi, ottenere l’Esta sarà una semplice formalità, ma dovete ricordarvi di richiederla! I tempi di attesa non sono lunghi, ma cercate di farlo con un buon anticipo! E’ un visto che si richiede direttamente dal sito ufficiale del Governo: https://esta.cbp.dhs.gov/ (attenzione a richiederlo qui e non su altri siti, potrebbe essere una truffa!). Fate richiesta, sottomettendo tutti i dati che vi vengono richiesti e pagando una fee di circa 14 dollari. E’ molto importante fornire numeri di documento validi e coerenti con quanto presenterete al momento del viaggio. Se tutto andrà bene, dopo qualche settimana vi arriverà conferma dell’accettazione del visto.

Assicurazione: il sistema sanitario Americano è privato e molto costoso se non avete una copertura assicurativa adeguata, pertanto vi consiglio caldamente di stipulare una polizza prima di partire che copra eventuali spese mediche ed odontoiatriche, ricoveri o di rimpatrio per tutto il periodo in cui soggiornerete all’estero. Ci sono diverse assicurazioni che offrono questo servizio. Io&Fabio per il nostro viaggio ne stipulammo una con la Columbus Assicurazioni ad un costo di circa 90 dollari.

Patente internazionale: se noleggerete un’auto per spostarvi durante il vostro viaggio, la patente italiana potrebbe non essere sufficiente. Jucy ad esempio ci richiese la patente internazionale per ogni guidatore designato. Come ottenerla? Potete farlo in maniera indipendete tramite la Motorizzazione oppure affidarvi ad una scuola guida, che lo farà per voi. Ovviamente questo avrà un costo maggiore (il margine dipende a seconda della scuola), ma sicuramente è più comodo per voi, che dovrete solo consegnare la documentazione necessaria alla scuola guida e poi penseranno a tutto loro. Anche in questo caso muovetevi con un certo anticipo.

Annual Pass per i Parchi Nazionali: se avete intenzione di visitare i Parchi (più di un paio) vi consiglio di acquistare la conveniente Annual Pass! Questa card vi permette di entrare in tutti i Parchi Nazionali d’America (quindi tutti esclusi quelli in territorio Navajo, come ad esempio la Monument Valley). Costa 80 euro ed è valida un anno. Potrete acquistarne una all’entrata del primo Parco che visiterete e ne basta una per tutta la macchina e tutti i viaggiatori al suo interno (fino a 4 persone).

Telefono: appena arrivati abbiamo acquistato la T-mobile, che proponeva diverse offerte a seconda della combinazione durata/giga. Utilissima, ha totalmente sostituito il GPS in auto (che infatti non avevamo, risparmiando costi sul noleggio)!

Moneta: dollaro, cercate di cambiare prima della partenza o direttamente in aeroporto prelevando in dollari (o cambiando i vostri euro contanti all’ufficio di cambio valuta). Pagare con carta di credito in generale non è un problema, ma è sempre meglio viaggiare con un po’ di contanti.

Valigia: a mio avviso la valigia perfetta per questo tipo di viaggio itinerante e in campeggio deve contenere:

  • vestiti comodi, a strati per le diverse temperature, non troppi perché potrete sfruttare le lavanderie lungo la strada (quindi canotte, camicie, t-shirt, pile, kway, maglioni, pantaloncini, pantaloni lunghi, tuta, jeans, calzini alti)
  • scarpe da ginnastica, ancor meglio se da trekking con suola antiscivolo e impermeabili
  • macchinetta fotografica, gopro
  • occhiali da sole, protezione solare, cappellino (mooolto americano)
  • medicinali di vario genere: tachipirina, antinfiammatori, spray gola, fermenti lattici, spray contro gli insetti e pomate dopo punture
  • prese universali
  • per il campeggio: torce e lucine, sacco a pelo, sacchetti per biancheria/vestiti sporchi, tagliando acchiappacolore per le lavanderie, mollette e fili per appendere vestiti, teli e asciugamani che si asciugano rapidamente, phon, beauty da appendere in bagno, shampoo e balsamo, salviette rinfrescanti e igienizzanti, rotoli di carta igienica (da acquistare in loco).

Libro: American God’s di Neil Gaiman 

Beh spero davvero di esservi stata utile con il mio articolo! Vi auguro un bellissima avventura on the road negli USA!!!